
Si chiama Acqua in Borsa ed è il progetto che i Comitati Acqua bene Comune hanno deciso di promuovere per ricordare l’importanza della vittoria del Sì referendario. Non solo. Dopo l'obiettivo di giugno, ora l’idea principale è quella di offrire un aiuto concreto alla causa dell’etnia Saharawi, una popolazione nomade, autoctona della regione del Sahara occidentale, che dagli anni ’70 vive sotto assedio a causa dell’occupazione militare del Marocco. Da oltre 40 anni, gran parte dei Saharawi vive confinato in campi profughi nei pressi di Tindouf, in Algeria, lottando per l’autodeterminazione del proprio popolo e per il ritorno nelle terre d’origine.L’intento dei Comitati è quello di raccogliere le tante bandiere utilizzate nella campagna referendaria “Acqua bene comune” e finalizzarle al ri-utilizzo per la creazione di shopping bag da parte di un gruppo di sarte saharawi che lo scorso anno hanno partecipato ad uno specifico corso di formazione.
Partner dell’iniziativa sarà Yoda, l’associazione di volontariato che dal 1996 si occupa di campi di volontariato internazionale, progetti di cooperazione e varie altre attività legate al tema della solidarietà, responsabilità e integrazione sociale.
“Dal 2001 – affermano i portavoce dell'associazione – Yoda organizza campi di volontariato a sostegno del popolo saharawi. Le principali attività svolte sono rivolte a studenti disabili e alla loro integrazione nel contesto scolastico e sociale, nonché alla formazione di insegnanti delle scuole elementari. Durante la permanenza, coinvolgiamo tutti i volontari in attività di conoscenza approfondita del popolo saharawi, delle loro tradizioni e della loro lotta”.
Proprio da questo contatto, è cresciuta la consapevolezza di quanto l’acqua per queste popolazioni che vivono nel deserto, rappresenti il bene comune più prezioso per la sopravvivenza.
Il prossimo gennaio, gli organizzatori partiranno assieme ad un gruppo di volontari Yoda per il campo in Saharawi organizzato annualmente. Sarà l’occasione per inviare loro le bandiere raccolte, riportandole poi in Italia trasformate in borse. Una volta qui, le borse saranno vendute nei banchetti di Yoda in occasione di manifestazioni socio-culturali, offrendo la possibilità a chiunque fosse interessato di essere coinvolto nel progetto di protezione, valorizzazione e aiuto della popolazione saharawi. Il ricavato della vendita, sarà devoluto alle sarte per incentivare il loro lavoro e fornire così un ulteriore sostegno alla loro causa.
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